Le dimensioni contano: Nintendo DSi XL – Primo Contatto.
Wednesday, April 21, 2010 13:57
Ovvero, “Cel’holunghismo” in salsa giappo.
Chi mi conosce sa dell’ammirazione incondizionata che ho sempre provato per la Nintendo. Fatte poche rare eccezioni, ho posseduto tutte le console della grande N.
In un mondo in cui tutti tendono a copiare gli uni dagli altri, in cui novità inutili o inesistenti vengono vendute a prezzi esorbitanti spesso solo grazie a poderose campagne mediatiche, vere e proprie “generatori di hype”(io non ho fatto nessun nome!), la Nintendo è sempre stata una sorta di mosca bianca.
Intendiamoci, non è una Onlus senza scopro di lucro. E’ ovvio che quando immette un nuovo prodotto sul mercato lo fa sempre per guadagnarci.
E non sempre (anzi, quasi mai direi) lo fa con qualcosa di superiore alla concorrenza, parlando in termini di mere prestazioni.
Ma ha sempre presentato qualcosa che in quello specifico momento commerciale l’ha resa unica.
Lo ha fatto con i mitici Game & Watch.
Lo ha fatto col Game Boy e coi suoi “figli”.
Lo ha fatto con il Nintendo DS e i suoi Due Schermi, ad oggi forse l’unica tra le sue console ad aver subito così tanti “restyling” in così poco tempo. Nel caso delle prime 3 versioni, ad ogni giro è stata presentata qualcosamiglioria di “sostanza”.
Nella prima versione, affettuosamente chiamata dai fans “DS Ciccio”, Nintendo si concentrò più sulla ricerca di nuove dinamiche di gioco, più che cell’estetica vera e propria della console.
Quindi, plastiche massicce, schermi non eccelsi in fatto di luminosità (come in precedenza quelli del GBA SP), batteria dalla lunga durata, connessione wifi (credo la prima ad offrirlo), microfono integrato, retrocompatibilità verso tutti i giochi GBA e una certa propensione alla robustezza. Che si sa, le console son roba da bambini e potrebbero rompersi (Sic!).
Tra i giochi artefici di questo successo planetario, il mai troppo imitato Nintendogs, che probabilmente ha fatto drizzare le orecchie agli esperti di marketing della Big N sul fatto che forse non erano più solo i bambini i destinatari ultimi di queste console. E’ stata anche la prova che la console era in grado di gestire grafica 3D in maniera credibile.
Comunque. Nonostante il sarcasmo da parte dei detrattori (leggi: La concorrenza) nei mesi precedenti al lancio, la console a due schermi di Nintendo è ancora la più venduta tra i portatili, in tutte le sue incarnazioni.
Dopo un paio di anni (2006) con la versione Lite Nintendo (forte di una base di installato ormai consolidata) ha aggiustato il tiro, riuscendo ad attirare anche un pubblico più adulto grazie ad un design accattivante (Apple -vabbè, l’ho detto- insegna) e compatto. Dimensioni a parte (ma mettendoli vicino si capisce il grosso lavoro di ingegnerizzazione fatto)il DS e il DS Lite sono sostanzialmente identici in termini di funzioni. il Lite però oltre ad una diversa disposizione di alcuni tasti, offre però anche la regolazione della luminosità, oltre a degli schermi che a parità di dimensioni restituiscono una gamma cromatica decisamente migliore.
Tre, si sa, è il numero perfetto.
Ed ecco quindi arrivare, in pieno boom “social network”, la terza incarnazione del DS: il Nintendo DSi.
Ciò che è già perfetto (e che soprattutto si vende a tonnellate) non si cambia…al massimo si migliora!
E così, a “quasi” parità di dimensioni esterne, troviamo due schermi più grandi, doppia fotocamera interna/esterna, microfono integrato migliorato, market online e DSiWare (sulla falsariga del fratello maggiore, WiiWare) con giochi ad hoc e riedizioni di vecchi classici ormai introvabili, browser web integrato sviluppato da Opera (figlio legittimo di una cartuccia precedente rilasciata come software stand alone), supporto alle card in formato SD/SDHC per la memorizzazione di foto e musica, software integrati per la manipolazione di audio ed immagini. Perde però la retro-compatibilità con il GBA mancando lo slot per le vecchie cartucce.
Oltre ovviamente ad una migliore dotazione tecnica generale. Basti pensare al solo processore, passato dai 67mhz iniziali del DS agli attuali 133.
E veniamo all’ultimo nato.
Chiariamo subito: il Nintendo DSi XL (in giappone noto come DSi LL) NON è una nuova console.
Non ha funzioni diverse rispetto ad un comune DSi ed è in tutto e per tutto identico al fratellino, eccetto che per le dimensioni fisiche della console e degli schermi (che hanno comunque la stessa risoluzione in pixels), due colorazioni uniche (vinaccia e cioccolato) e una penna extra formato XXL. E allora viene da domandarsi: perché? Che senso ha, tecnicamente parlando?
Credo che a questo punto si possano fare solo ipotesi.
E’ indubbio che il DS, soprattutto nella versione Lite, abbia ampliato il bacino d’utenza della console. L’estetica hi tech/modaiola ha avvicinato al prodotto un tipo di videogiocatore sconosciuto in precedenza: il casual gamer (ovvero, il videogiocatore occasionale). E’ comprensibile supporre che Nintendo, che già percorre questa strada con il/la Wii, a questo punto abbia deciso di provare a riempire un mercato di nicchia finora scoperto dalla sua console di punta.
La cosa è stata possibile anche grazie all’uscita (e al successo commerciale) di giochi/non giochi come il famoso Brain Training, tipicamente indirizzati ad un pubblico più adulto. Ne è un esempio il fatto che come testimonial di alcune campagne mirate si siano scelte personalità dello spettacolo non di primo pelo come Giorgio Albertazzi e Catherine Spaak e prima di loro Giorgio Panariello per la succitata Wii.
Evidentemente, se sono qui a parlarvene a 39 anni suonati, vuol dire che il “gioco” ha funzionato.
Personalmente non ho saputo resistere al richiamo di questa grossa console portatile-casalinga e, venduti il glorioso DS e il DSlite, ho proceduto all’acquisto (peraltro, a 160 euro contro i 189 della maggior parte dei negozi!).
Già, casalinga, perché le maggiori dimensioni si sentono, e parecchio. Essendo un “pendolare professionista” posso affermare con cognizione di causa che se avete i polsi deboli, questo oggetto non fa per voi.
E’ praticamente impossibile usarla per più di 20 minuti in piedi e con una mano sola, cosa che invece era fattibile con il DS Lite. Di contro, il “pennone” fornito in bundle si rivela ottimo nell’utilizzo intenso. Peccato solo che non si sia riusciti ad inserirlo nello chassis come il pennino classico (comunque presente). L’audio è migliorato e alcuni pulsanti sono impercettibilmente più grandi. Gli enormi schermi restituiscono immagini vivide e leggibili, anche se, utilizzando la stessa risoluzione del fratellino, di primo acchito risultano più granulose. Ma personalmente non lo avverto come un difetto. Il browser web fa discretamente il suo lavoro e il DSi Shop rimanda all’esperienza con la sua controparte Wii. Anche a livello “musicale”, il sistema operativo si rifà al suo consanguineo casalingo. E come il/la Wii, è apparso (già con il DSi) l’abominevole firmware upgradabile, vano -finora- tentativo di Nintendo di arginare il fenomeno della pirateria.
Un DS “per anziani casalinghi”, quindi? Sì e no. Resta comunque una console portatile, a patto di poterla tenere poggiata su un piano. Però l’esperienza col “pennone” è notevole, quindi a mio giudizio compensa la perdita di maneggevolezza.
Conclusione: se come il sottoscritto cominciate ad accusare il peso degli anni, ma non volete vergognarvi di maneggiare una console in pubblico, questo è il prodotto giusto. Se provate un brivido di piacere a maneggiare oggetti tecnologici di pregevole fattura (i materiali sono veramente belli, sia alla vista che al tatto), idem.
Per tutto il resto, beh, c’è sempre il DSi classico o se dovete recuperare anche la ludoteca GBA del figlio, il DS Lite.
A presto!
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spino_the_geek says:
April 23rd, 2010 at 3:05 pm
Dimenticavo.
Ovviamente è compatibile con tutto il Software DS… ma tutto tutto!
ra says:
November 4th, 2010 at 2:05 am
Book of Ra, Dolphin Pearl, Sizzling Hot (le ultime due disponibili solo a StarGames finora …) e Lucky Lady’s Charme sono probabilmente le slot machines più emozionante che abbia mai giocato e so che molte persone sono alla ricerca per le slot machines originale Novomatic o almeno per altri simili, per lo più “Libro di slot Ra” che significa che gli slot con un simbolo di espansione selvaggia credo.
emilia says:
December 20th, 2010 at 3:07 pm
datemi un sito per vedetre ammeno
emilia says:
December 20th, 2010 at 3:07 pm
spino says:
December 20th, 2010 at 10:49 pm
@ emilia:
Un sito di cosa?????????